martedì 16 ottobre 2012

Potenze intellettuali: Paolo Nori

 Una percentuale larghissimamente maggioritaria di quelli (di quelle, soprattutto) che scrivono sui blog vorrebbero, ne andasse la loro vita, scrivere come Paolo Nori.

 Dire che a me Paolo Nori non piace sarebbe metterla giù troppo piana: mi sa male vedergli applicato l’epiteto di scrittore. «Scrivente» gli concedo, toh, ed è quasi già troppo, vista l’evidente malavoglia e scarsa attitudine con cui vi si accinge.

 Ma la cosa più ridevole, pensando ai tanti suoi anfananti epigoni – quelli che vorrebbero scrivere come lui, non cògniti del fatto che è lui a scrivere come loro e per questo riesce così facile imitarlo. Ma si provino a imitare (per tenersi ai contemporanei di Paolo Nori) Michele Mari, Rosa Matteucci, Laura Pariani, Cesare De Marchi o Vitaliano Trevisan! – la cosa più ridevole, dicevo, è che Paolo Nori, e ciò dovrebbe riuscire evidentissimo a chi abbia più di sedici anni e abbia letto in vita sua più di sedici libri, disprezza i suoi lettori trattandoli in ultima analisi come meritano, da cretini. Mi spiego exemplii gratia: i suoi ammiratori sono, tutti senza eccezione, bempensanti di sinistra, tendenza bigotta – ed ecco che lui, il Maestro e Autore, si fa pagare lautamente per scrivere le sue quattro cazzate su periodici dell’estrema destra, senza che nessuno trovi a che ridire.

 Condotto alla sbarra, così controbatte Paolo Nori: che le redazioni di quei giornali mai l’abbiano censurato, e nemmanco istruito o preavvertito!

 A nessuno dei fanboy/girl salta in capo che uno scrivente che possa, intatto di censure e autocensure, scrivere dappertutto, è scrivente di irrilevanti fanfaluche.

 (Si dice comunque che Paolo Nori, alle sue ammiratrici, sia prodigo, anzi, prodighissimo di attenzioni, quando giovani, carine e generose. Almeno in questo mostra cura del suo lettorato).

mercoledì 18 gennaio 2012

«Per disdegnoso gusto»

Titolo della progettata casa editrice a obsolescenza programmata (un certo numero di libri poi basta): Edizioni del Disdegnoso Gusto.

1.
Collana di critica letteraria: «X.Y. difeso dai suoi estimatori».
Prime uscite: Jorge Luis Borges difeso dai suoi estimatori. David Foster Wallace difeso dai suoi estimatori.

mercoledì 11 gennaio 2012

Angoscia del giovedì. Dieci punti e un distico elegiaco

 1.
Sono in ritardo perfino per lasciare un bel cadavere, o un rimpianto, o una casa di proprietà.

2.
Sono anch’io automatico, come il panificio qui sopra; e sono, malgrado tutto, continuo, ma non produco nemmeno delle pagnotte cattive.

3.
Ormai l’unico che mi capisca davvero è il mio amico E.: invalido, asociale, sordo.

4.
Vien meno anche l’ultimo mio motivo d’orgoglio: la regolarità intestinale.

5.
Comincio a capire Cioran. Spero tuttavia di morire prima di arrivare a capire anche i suoi ammiratori.

6.
Dopo trent’anni di sperimentazione si è trovata la medication che fa per me («you forgot your medication again», S. used to say). Forse mi distruggerà il fegato entro due o tre anni, ma non è quello l’effetto collaterale peggiore, quanto che mi fa cadere i capelli.

7.
Ma che cosa mai pretendo di capire della politica monetaria americana, io che non capisco neanche perché il mio vicino di pianerottolo mi abbia tolto il saluto?

8.
L’ennesima riprova, ne avessi mai avuto bisogno, che sono long past my prime – l’impiegata comunale che riempie la mia carta d’identità vuole sapere il colore dei miei capelli superstiti, e prima che io possa risponderle, come sto per fare, «castani», scrive: brizzolati.

9.
È falso, ch’io faccia poco movimento: non hai fatto caso a tutti i miei tic nervosi?

10.
Oy oy gevalt.


A lungo sveglio nel buio, attento a non chiudere gli occhi,
Spero mi venga la febbre. Fa’ che mi venga la febbre.

Elektrik Kool-Aid Acid Test

                    1.

Se ne andava in carrozzella

Col cognato e la sorella.


                    2.

Cosa vuole che le dica,

Il lavoro è una fatica!